Per anni ho considerato i blog come siti web di seconda scelta, buoni come luogo di sfogo per adolescenti in crisi ormonale, ma troppo semplificati per poter raggiungere obiettivi più ambiziosi di un diario personale, o poco più.
Manco a dirlo, mi sbagliavo. E di grosso.
Oggi penso che il blog abbia una propria dignità all’interno della rete e che anzi sia uno strumento impareggiabile in quanto a possibilità di comunicare in modo diretto, continuativo e genuino con i propri lettori.
Persino le aziende si sono convinte di ciò, tanto che in molti casi hanno deciso di affiancare al proprio sito istituzionale, un blog ufficiale come canale diretto di comunicazione con i propri clienti, o come efficace strumento di marketing.
Quello che prima vedevo come maggiore punto a sfavore -ovvero la forte suddivisione dei contenuti in base a criteri temporali e non di importanza o di argomento, è diventato invece un grande vantaggio per un blog settoriale e costantemente aggiornato. Inoltre ho capito che una gestione oculata delle categorie permette una organizzazione dei contenuti flessibile.
Non posso però trattenermi dal muovere qualche critica a quella che si definisce Blogosfera, per lo meno a quella nostrana. Il nome da solo sottolinea l’autoreferenzialità dei suoi appartenenti, chiusi in una specie di Torre d’Avorio nella quale sembrerebbe esistere una sorta di gerarchia tra gli Arrivati, quelli in Dirittura d’arrivo, gli Iniziati e i Totali Inetti.
Intendiamoci, molte di queste persone hanno effettivamente molto da dire e sono competenti più di quanto io stesso potrò mai sperare di diventare. Questo ovviamente si traduce in meritato successo e seguito.
Trovo giusto ispirarsi a loro, osservarli, recepirne gli insegnamenti e capire cosa rende il loro modo di lavorare efficace, i loro articoli degli ottimi articoli e i loro siti degli eccellenti blog.
Tuttavia mi sembra che si assista ad una frenetica corsa per ottenere “IL Blog di Successo”, cosa che ha generato dei veri mostri. Sedicenti “professionisti del Blog” (con buona pace dell’italiano!) che offrono soluzioni che “con poco sforzo ti faranno guadagnare con il tuo blog”; lezioni su come diventare creativi e imparare a scrivere con “solo mezz’ora al giorno”; pillole di dubbia utilità che promettono risultati strabilianti “basta che ti iscrivi ai miei feed e ti mostrerò come”; fino ad arrivare all’estremo della distorsione: “come trovare la nicchia giusta” (leggi: decidere di che cosa parlare, n.d.r.).
Ma io mi domando: se non si ha nulla da dire al punto di aver bisogno di una guida per decidere di che cosa parlare, se si ha il solo obiettivo di fare dei soldi, che bisogno c’è di aprire un blog?
Penso che ci siano molti modi più sicuri, stabili, facili e anche molto più redditizi.
Ben venga chi riesce a monetizzare il proprio successo online, tuttavia mi sembra che questa febbrile ricerca di guadagno e seguito fine a sé stesso stia svilendo lo scopo dei blog, creando contenitori-fotocopia di post-fotocopia, notizie trite e ritrite senza nemmeno un commento o un punto di vista originale, pubblicate solo per guadagnare posizioni nelle SERP (poi bisognerebbe vedere i risultati..).
Naturalmente potrei aver preso un granchio, solo io ho fatto questa riflessione? Tu cosa ne pensi?
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